Poggio Cennina
News

Paolo Rossi, fiume di ricordi.

Gran parte dell’Italia scopre appena sveglia la notizia che non avrebbe voluto mai scoprire: se n’è andato Paolo Rossi. La Figc ha deciso di mettere l...

  • HOME
  • NEWS
  • Paolo Rossi, fiume di ricordi.
BY ADMIN 19 febbraio 2021 News 20011 VIEWS

Gran parte dell’Italia scopre appena sveglia la notizia che non avrebbe voluto mai scoprire: se n’è andato Paolo Rossi. La Figc ha deciso di mettere le bandiere a mezz’asta nella sua sede romana, in via Allegri, e soprattutto a Coverciano, la casa della Nazionale, a Firenze.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
“Sono dolorosamente colpito dalla prematura scomparsa di Paolo Rossi, indimenticabile protagonista dell’Italia campione del mondo di calcio nel 1982 e sempre seguito con affetto da tutti coloro che amano lo sport. Ricordando il suo garbo e la sua umanità esprimo ai suoi familiari cordoglio e vicinanza”: così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota.

PELÉ
Sfortunatamente, negli ultimi giorni il cielo sta ricevendo molte stelle. Una volta mi hanno detto che avevi fatto portare tuo padre a Firenze per vedermi giocare un'amichevole contro la Fiorentina. Avevi solo 10 anni. Che onore! Grazie per l'amicizia e la generosità, Paolo. Possa Dio accoglierti a braccia aperte, amico mio.


PLATINI E ZICO
Michel Platini: “È stato un grande giocatore, un grande realizzatore, tutti ricordano il suo Mondiale del 1982. Abbiamo giocato tre stagioni insieme alla Juventus, dal 1982 al 1985, e abbiamo vinto tutto. È l’unico grande nome del calcio che è stato così distaccato dal nostro ambiente. Senza dubbio perché la sua squalifica per il calcioscommesse lo aveva ferito molto. Soffriva di grandi dolori fisici, perché non aveva più il menisco. Quante ore ha passato sul lettino da massaggio, con il ghiaccio sulle ginocchia...”. Anche Zico ha voluto ricordare Pablito: “Riposa in pace, bambino de oro e grande amico”, ha scritto sui social, postando anche alcune foto di lui e Rossi insieme, fra cui una in tenuta da gioco prima di un’Udinese-Juventus degli anni ‘80.

IL TRAP E LIPPI
“Ciao Paolo... I giocatori non dovrebbero andarsene prima degli allenatori”: così Giovanni Trapattoni per la scomparsa di Paolo Rossi, da lui allenato nella Juventus. “In questo momento sono in Sudamerica, ho letto adesso la notizia ed è stato un fulmine a ciel sereno, un risveglio tristissimo, un grande dispiacere per Paolo”: questo il commento di Marcello Lippi, c.t. dell’Italia campione del mondo a Germania 2006.

BONIEK
“Lo ammetto... piango. Facevi parte del gruppo di ‘Amici Veri’... con Te non solo ho vinto... ma anche vissuto...”: Zbigniew Boniek ricorda così Paolo Rossi. I due hanno giocato insieme nella Juventus. L’ex attaccante polacco aveva postato anche un altro tweet con la foto di Rossi che esulta in maglia azzurra, scrivendo soltanto “Ma perché? R.I.P” e tre cuori rossi.

FIGC E LEGHE
Il presidente della Figc Gabriele Gravina esprime il cordoglio di tutto il calcio italiano: “La scomparsa di Pablito è un altro dolore profondo, una ferita al cuore di tutti gli appassionati difficile da rimarginare. Perdiamo un amico e un’icona del nostro calcio. Trascinando con i suoi gol al successo la Nazionale dell’82’, ha preso per mano un intero Paese, che ha gioito in piazza, per lui e con lui. Ha legato in maniera indissolubile il suo nome all’Azzurro e ha ispirato, con il suo stile di gioco, numerosi attaccanti delle generazioni future”. Paolo Dal Pino, presidente della Lega Serie A: “Paolo Rossi ci ha fatto sentire orgogliosi di essere italiani, è stato l’eroe di tutti noi. La Serie A piange un immortale del nostro calcio, amato dal mondo intero. Mando un sentito abbraccio e le condoglianze della Lega Serie A a tutta la sua famiglia”. “Ci hai fatto gioire come poche altre volte, ci hai fatto abbracciare tutti insieme. Una coppa dorata tra i tuoi regali più belli. Grazie di tutto Pablito Rossi. Riposa in pace, Campione”, il ricordo della Lega B.

VENDITTI E IL “ROSSI RAGAZZO COME NOI”
“Paolo Rossi... era un ragazzo come noi”, e un cuore rosso accanto disegnato con un emoticon: Antonello Venditti sul suo profilo Facebook, gli rende omaggio nel giorno più triste. Il cantautore romano dedicò a Rossi una strofa della sua famosissima canzone “Giulio Cesare”, pubblicata nel 1986 e cantata dalle generazioni di quel periodo. “Eravamo trentaquattro, adesso non ci siamo più, e seduto in questo banco ci sei tu. Era l’anno dei Mondiali quelli dell’86, Paolo Rossi era un ragazzo come noi”. Il testo, dedicato alla nostalgia e al tempo che passa modificando abitudini e mode, lasciando però sempre una inquietudine di fondo, fa riferimento, in quei versi, ai mondiali del Messico 1986 dove l’Italia si presentò forte del trofeo vinto in Spagna nel 1982, ma venne eliminata. “Campione del mondo, Campione del mondo... Campione del mondo” sono invece le uniche parole in cima alla foto più famosa di Paolo Rossi che Angelo Branduardi posta su Facebook.

IL RICORDO DELLA SUA JUVE
La Juve lo ricorda con una lunga lettera sul sito ufficiale: “Che brutta notizia, questa mattina, se n’è andato Paolo Rossi, Pablito: per una nazione intera, l’uomo di un Mundial indimenticabile, per noi anche molto, ma molto altro. Paolo è un’intera generazione di juventini che ha esultato con lui, davanti a televisori che, mese dopo mese, diventavano a colori. Ma le nostre gioie continuavano a essere, meravigliosamente, in bianconero. Se cercate nelle vostre camere, o nelle vostre soffitte, probabilmente lo trovate, un poster di quella Juve incredibile. Quella Juve che, con lui a suggellare i gol più importanti, dal 1981 al 1985, ha vinto letteralmente di tutto. Alla Juve, Paolo è rinato, lasciandosi alle spalle le difficoltà, e diventando quello che poi l’Italia ha celebrato, in quella caldissima estate 1982 nelle piazze e nelle fontane di ogni città. Bianconero (nelle giovanili, con 3 presenze in Coppa Italia) già dal 1973 al 1975, la “vera” avventura juventina ricomincia nel 1981, anche se per forza di cose, quella stagione lo vede in campo solo 3 volte in Serie A. Tre volte sono però sufficienti per far maturare in lui (e in Mister Bearzot) quella visione che lo porterà in Spagna, a diventare protagonista con gol incredibili in partite incredibili e a tornare a casa con una Coppa del Mondo che mai nessuno dimenticherà. E che a fine 1982, gli permetterà di mostrare a tutti il trofeo di calciatore più forte del pianeta, il Pallone d’Oro. Gol segnati in tutti i modi: di testa, di rapina, con inserimenti repentini. Perché Paolo segnava in tutti i modi, facendo valere la sua fisicità così particolare. “Attenti a Rossi”, ti diceva il portiere, e nel momento in cui tu, difensore, ti giravi, lui aveva già fatto gol. Quarantaquattro, in totale, nel suo meraviglioso periodo juventino: reti grazie alle quali Pablito e la Juve in quelle stagioni portano a casa due Scudetti, una Coppa Italia e ben tre allori europei, la Coppa delle Coppe, la Supercoppa Europea e la Coppa dei Campioni. C’è tutto Paolo, in quel gol al Manchester United che valse la Finale di Coppa delle Coppe 1984. Uno a uno a Manchester, al 90’ siamo uno a uno a Torino: Paolo scatta più veloce di tutti su un tiro che viene rimpallato a Scirea, che aveva calciato dal limite. La palla non è vagante, è li per lui. Lo chiama. E lui c’è: batte il portiere Bailey con freddezza, e il resto è esultanza. È gioia. Se avete trovato quel poster di quella Juve magnifica, apritelo, e salutate in modo speciale quel ragazzo con il nove sulle spalle. Perché come lui ne nascono pochi. Ciao, Pablito”.

IL REAL MADRID: “UNA LEGGENDA”
Il Real Madrid gli rende onore con un comunicato sul proprio sito ufficiale e su tutti i social: “Il Real Madrid CF, il suo presidente e il suo consiglio di amministrazione si rammaricano profondamente della scomparsa della leggenda del calcio mondiale Paolo Rossi. Il Real Madrid desidera esprimere le sue condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici, ai suoi club e tutti gli appassionati di calcio, in particolare agli italiani. Paolo Rossi si è spento oggi all’età di 64 anni. Con la Juventus ha vinto 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea, 2 Leghe e 1 Coppa Italia. Con la squadra italiana, Paolo Rossi è stato proclamato campione del mondo ed è stato il capocannoniere e il miglior giocatore al Mondiale del 1982 in Spagna, in una storica finale giocata al Santiago Bernabeu. Ha vinto il Pallone d’Oro quello stesso anno”.

GLI ALTRI CLUB
“A volte semplicemente non esistono parole per esprimere il dolore che tutti noi stiamo provando. Ciao Paolo»: questo il tweet del Vicenza, squadra dove Rossi giocò dal 1976 al 1979, anni che gli permisero di farsi notare ad alto livello. Il Perugia, altra sua ex squadra: “Ci hai fatto gioire in maglia biancorossa e ancora di più con quella azzurra! Ci hai fatto abbracciare tutti insieme. Ciao Paolo indimenticabile eroe nazionale!”. La Lazio esprime “profondo cordoglio per la scomparsa di Paolo Rossi e si unisce al dolore della famiglia”. La Fiorentina “piange l’eroe del Mundial ‘82. Toscano, nato a Prato, Rossi è stato indimenticabile protagonista nella nazionale di Bearzot della Coppa del Mondo vinta in Spagna”. Il Napoli twitta così: “Il Presidente Aurelio De Laurentiis, l’allenatore Gennaro Gattuso e tutta la SSC Napoli, si uniscono al dolore della famiglia Rossi per la scomparsa del caro Paolo, grande campione e simbolo della Nazionale nel Mondiale del 1982”. Il presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club “profondamente commossi, si stringono intorno alla famiglia Rossi nel ricordo di Paolo Rossi, simbolo dell’Italia Campione del Mondo nel 1982. Con i suoi gol ha riunito tutta l’Italia sotto la stessa bandiera e ha conquistato anche il Pallone d’Oro, il premio Oscar per un calciatore. Fuori dal campo si è distinto per gentilezza e garbo, qualità evidenziate anche come apprezzato commentatore televisivo, sempre pacato e competente”. Il Verona: “Nella nostra storia, nella storia di tutti gli italiani, nella storia del calcio Mundial. Ciao Pablito!”. Il Monza “si unisce al dolore della famiglia per la morte di Paolo Rossi, degno avversario dei biancorossi quando vestiva la maglia del Lanerossi Vicenza, e grande attaccante, eroe del Mondiale vinto nel 1982 con l’Italia di Bearzot”: è il messaggio di cordoglio del club brianzolo per la leggenda del calcio italiano, in cui si ricorda che “la sua unica stagione al Milan, 1985-86, coincise con l’arrivo di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani”, oggi proprietario e ad del Monza, “che lo ricordano commossi”.

I POLITICI
Il Premier Giuseppe Conte lo ricorda così sui social: “Nell’estate del 1982 con i suoi gol ha regalato un sogno a intere generazioni. È stato il simbolo di una Nazionale e di un’Italia, unita e tenace, capace di battere avversari di enorme caratura. Addio a Paolo Rossi, indimenticabile campione. L’Italia ti ricorderà con affetto”. “Ero piccolo ma i mondiali in Spagna del 1982 li ricordo. Ricordo l’esplosione di gioia, le urla, la festa. Da allora nacque il mito di Pablito, perché a portarci sul tetto del mondo fu proprio lui: Paolo Rossi”, il ricordo del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora che continua: “Una figura leggendaria dello sport internazionale. Campione del mondo e pallone d’oro nello stesso anno. I suoi gol hanno fatto esultare di gioia generazioni di italiani, che non lo dimenticheranno. Un abbraccio alla famiglia e ai suoi cari”. Il sindaco di Firenze Nardella ricorda i trascorsi fiorentini di Rossi: “Ci ha lasciati l’eroe di Spagna ‘82 cresciuto come giovane calciatore a Firenze, sui campi di Soffiano, alla Cattolica Virtus. Non dimenticheremo mai le gioie di quel mundial. Grazie Pablito, un grande abbraccio a Federica e ai ragazzi”. Il cordoglio degli ex presidenti del Consiglio Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.